La politica delle salme. Altrimenti venite a Lecco, il 4 aprile

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Edoardo Varini, editore, fondatore di Patria italiana

4 aprile 2018, Lecco, 17:30 – Presentazione del movimento politico “Patria italiana”

Palataurus, via Giacomo Brodolini, 35, 23900 Maggianico, Lecco LC

Quando Umberto Eco mori, in molti si vantarono di non averne mai letto un libro. E questo esplicitò due cose: che probabilmente è vero che i cicli delle civiltà non sono dissimili da quelli naturali – come sostenne per decenni un non troppo ascoltato Alexandre Deulofeu – insomma il rincoglionimento a un certo punto arriva; e che certamente è falso che la cultura sia sempre ed in ogni ambiente un vanto.

Esistono e sono esistiti ambienti in cui se leggi un libro ti guardano con sospetto, per arrivare ad altri in cui, letteralmente – sì, come nel celebre motto attribuito a Goebbels ma in realtà di Von Schirach – mettono mano alla pistola.

Tre anni fa avvicinai la Lega per questa ragione. Per far comprendere alla sua dirigenza che se solo avessero un poco approfondito la cultura, politicamente e filosoficamente parlando, in prima battuta, avrebbero letteralmente sbancato.

Mi parve il messaggio fosse passato ma non fu affatto così. Ed ora la Lega ha un successo elettorale che è sì grande, che è sì soddisfacente, ma che non sarà bastevole né a governare né a scongiurare l’imminente bancarotta nazionale. Che dovrà passare attraverso un’alleanza con un partito, il M5s, che a differenza di quanto tutti dicono è il suo esatto opposto: apolide e mondialistico. Lo vedete del resto benissimo che si tratta di una setta mascherata, e nemmeno tanto bene.

Al tempo di Grillo, nel 2013, quando avrebbero potuto allearsi ed imprimere una svolta al Paese si guardarono bene dal farlo. Ora, che di fatto non possono allearsi con alcuno, lo farebbero con tutti.

Il resto è deserto, deserto senza ginestre, un Parlamento obitorio. Se qualcuno si dilettasse in dissezioni di anatomia politica scenda in quegli emicicli e potrà essere il John Donne del XXI secolo e discettare dell’anatomia di un organismo sociale come se fosse – quali in effetti è – un corpo morto.

Se qualcuno si fosse chiesto perché Patria italiana non ha partecipato alle ultime elezioni e nemmeno si è impegnata nella comunicazione prima d’ora la risposta è questa: perché la puzza del cadavere della politica italiana era insostenibile.

Malgrado troppi non l’abbiano ancora capito, il teatrino che oggi vedete è una ceroplastica d’appestati dello Zumbo. La sola cosa che conta è scostare il cadavere affianco per l’ultima boccata d’ossigeno.

Bene, sarà perché ho a lungo meditato su questi teatrini che, come li ho visti, li ho riconosciuti.

Mercoledì 4 aprile, al Palataurus di Lecco, alle 17.30, dirò ai presenti la mia idea di politica. Dunque, esattamente come gridavano una volta gli imbonitori delle fiere «Venghino, signori! Venghino!».

Dal momento che non ho né giostre né baracconi né bestie feroci da mostrare, forse non sono un imbonitore. E potrebbe valere la pena ascoltarmi.

Mi chiamo Mario Gualco, lavoro e combatto. Anche per Patria italiana

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Mario Gualco, imprenditore metalmeccanico, tesoriere di Patria italiana

Permettete che mi presenti. Mi chiamo Mario Gualco: nato ai piedi dei monti sorgenti dall’acque, papà, marito, artigiano, presidente e cittadino che vide la luce nel secolo scorso, cosa di cui temo di non essermi ancora accorto.

Ha abbastanza energia per tenere a bada 4 figli, un bovaro del bernese di 50 kg ed una moto di 330 kg in più e, da ben 5 lustri, la moglie!

Affronto le sfide da guerriero con successo su molti fronti, in Italia ed oltreconfine. Mi batto tra burocrazia, traffico, check-in, commercialista e dieta, nel lavoro non mollo, da 40 anni sono titolare di una azienda con una squadra affiatata e capace.

Ho trovato il modo per mettermi a disposizione in campo lavorativo con un’associazione di categoria di cui sono presidente regionale. Come? Alzandomi un’ora prima!

Anche per Patria Italiana mi spenderò al meglio, non conta quanto è lontano l’obiettivo, ci arriverò, perché ho più volte girato il periplo terracqueo e non mi impensierisce la strada tortuosa, mi destreggio benino dalle sabbie ai ghiacciai, sempre nel rispetto dell’ambiente delle culture e con la curiosità di chi non è sazio di sapere.

Non sono dotato di superpoteri, infatti arrivo puntuale come un treno di pendolari, per poi recuperare come il DOW JONES dopo l’elezione di The Donald. Così è se vi pare.

Patria italiana: il ritorno dell’ideologia

di Edoardo Varini

«L’atto più sociale dell’uomo è il pensiero»
Carlo Cattaneo

La politica che intendiamo noi di Patria Italiana non ha nulla a che vedere con la politica che andrete a votare il 4 marzo. È per questa ragione che il 4 marzo non potrete votare Patria Italiana: perché ogni cosa va fatta a suo tempo e la partecipazione di Patria Italiana alla prossima competizione politica è prematura.

Occorre preparare il terreno con rigore, lucidità e disciplina, cosa che non può essere all’interno del pollaio di improvvisati competenti in ogni cosa che è l’attuale campagna elettorale, in cui malafede e bugie dalle gambe corte, cortissime, impazzano carnevalescamente.

Occorre preparare il terreno al pensiero, nelle parole di uno dei maggiori pensatori politici e patrioti italiani, Carlo Cattaneo: «l’atto più sociale dell’uomo». Provate a pensarci: il pensiero come principale atto sociale e dunque politico dell’uomo.

Da quanto tempo non sentivate dire che le idee determinano il nostro agire e dunque l’aspetto futuro del mondo? E badate che non lo avete dimenticato per incidente: ve lo hanno fatto dimenticare. E come avrebbero fatto altrimenti a farvi votare uomini di sole parole e nessun pensiero come quelli che compongono le prossime liste elettorali?

Uomini che hanno pagato per essere in quelle liste, che vi sono entrati per investimento e che certo tuteleranno prima dei propri principi – ammesso che ne abbiano – il perdurare della loro condizione di parlamentari, affinché il loro impiego di capitale iniziale renda il più possibile. Chiameranno questo “governabilità”, ma il suo vero nome sarà “mercimonio”

Bene, Patria Italiana è qui per ricordarvi che il pensiero è la sola nostra arma di difesa dalla barbarie, dalla diseguaglianza e dall’inciviltà. La buona amministrazione la diamo per scontata.

Non cerchiamo di attrarre consensi vantandoci di saper far di conto. Il nostro ideale di mondo, con rispetto parlando, non è la ragioneria: è una democrazia filosoficamente fondata sull’equità sociale e sulle pari opportunità, impensabili senza una reale autonomia economica dei cittadini.

Se pensate che sia diritto dell’uomo determinare il proprio futuro attraverso la morale e la ragione unitevi a noi. Non abbiamo intenzione di giocare. Anche se celebriamo come linfa vitale l’entusiasmo perduto dell’infanzia, oppure, ed è lo stesso, dell’uomo felice della propria esistenza.